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Esistono
vari tipi di musicisti e tutti si interessano del loro strumento, ricercandone
il suono
perfetto. In particolare, il chitarrista elettrico, oltre ad uno strumento
acusticamente perfetto estende la sua ricerca alla componente elettrica ed
elettronica: un operazione molto difficile,
data la quantità di amplificatori, effetti e pedali esistente sul
mercato.La distorsione perfetta è, per così dire, uno dei nodi che
vengono al pettine di ogni chitarrista. Cercherò
di spiegarvi come si ottiene una distorsione e di catalogare i tipi di distorsione
esistenti, utilizzando un linguaggio comprensibile, in
modo da rendere accessibili a tutti anche i concetti più oscuri.
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Quando una corda della chitarra
elettrica è pizzicata dal plettro ( penna di plastica)
o dalle unghie delle dita, un segnale
elettrico può essere prelevato dal pick-up e attraverso il cavo
giungere all'amplificatore. Per quanto riguarda lo studio dei fenomeni di
distorsione, tale
segnale risulta troppo complicato da spiegarsi
ora. Prenderemo perciò in considerazione il segnale più semplice che
esiste in natura: l'onda sinusoidale.
A destra è rappresentata
un onda sinusoidale di frequenza 440 Hertz in onore al Dottor
Herz per gli studi primordiali effettuati sui
segnali periodici. 1000 Hertz significa che un segnale si ripete per 1000
volte in un secondo come se la corda passasse 1000 volte in un secondo
sopra al magnete del pick-up. Il LA da concerto
è 440 Hz.
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Probabilmente fu per necessità che si cominciò ad alzare
il volume dell'amplificatore per suonare tanto forte
quanto una batteria, o come una sessione di fiati e
ben presto divenne una moda. In un amplificatore a valvole portato
all'estremo le armoniche si alzano (specialmente quelle pari 2° 4° 6° 8°)
ed il suono si gonfia. Nel nostro studio dei fenomeni di distorsione, l'onda
sinusoidale fatta passare in un amplificatore portato al massimo subisce
un trattamento, come mostrato nella figura a destra,
che viene denominato
clipping: il segnale risulta
tagliato alle estremità. Nel corso del tempo
tale fenomeno fu studiato da ingegneri e tecnici, fino a
sviluppare una serie di preamplificatori ed
effetti a pedale, conformati in modo tale da controllarne l'effetto.
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Un
amplificatore a valvole modifica l'onda sinusoidale in ingresso
esattamente nel modo
rappresentato nella figura a destra. Sembra che non
distorca mai, per quanto segnale gli si dia in ingresso: l'uscita non
presenta mai spigoli, ma è sempre rotonda. Il suono risulta
morbido e compresso perchè il segnale elettrico passa attraverso il vuoto
e i metalli della valvola termoionica.
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Il primo distorsore a pedale in commercio fu un fuzz con transistor al germanio. Rappresentò una
generazione di musicisti negli anni '60. Il suono ottenuto è duro in
quanto il segnale passa attraverso una pietra (il germanio è un
semiconduttore solido) ma sempre con una pasta calda.
L'effetto
fuzz è dato dagli spigoli dell'onda del segnale
che, come si può notare, e' anche asimmetrica. Tale
asimmetria varia a seconda della dinamica del
segnale in ingresso, modificando il timbro del suono dinamicamente.
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L'evoluzione del
transistor al germanio fu il transistor al
silicio con più guadagno e maggiore velocità di commutazione.
Il suono
ne risulta molto più duro e rapido con una
distorsione dura, asimmetrica e tagliente.
Si notino gli spigoli molto più pronunciati, la forma del segnale molto più
asimmetrica e le armoniche presenti sull'estremità inferiore. Anche in questo caso
l'asimmetria varia a seconda della dinamica del
segnale in ingresso.
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BIG MUFF
Ecco il primo overdrive ad apparire nel mercato. Poca asimmetria
dovuta ad una applicazione diversa delle
pietre.
I transistor e i diodi sono infatti
semiconduttori a stato solido e quindi pietre. Ne
esistono versioni sia al germanio che al silicio. Nella figura destra e'
visualizzato il segnale in uscita del modello al silicio.
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